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10/06/2017 SYMPOSIOMLAB VINCE I BELLLAVITA AWARDS ALL’N.R.A SHOW DI CHICAGO

L’eccellenza Italiana premiata oltreoceano.

L’N.R.A. Show di Chicago dal 20 al 23 Maggio ha dedicato l’intero padiglione “Bellavita” al made in Italy di qualità.

Con l’ideazione degli Awards Bellavita Expo ha voluto esaltare il lavoro dei produttori partecipanti alla fiera di Chicago. Attraverso un’attenta e oggettiva analisi condotta da circa 250 professionisti del food & beverage che hanno valutato cinque diversi aspetti di ogni prodotto presentato, quali: gusto, storia, packaging, rilevanza sul mercato e innovazione.

Il riconoscimento “Bellavita Awards Chicago 2017” valorizza il profilo di un prodotto e del suo produttore, certificandone l’eccellenza.

Tra i prodotti presentati da SymposiumLab il posto d’onore va al Panettone Tradizionale dell’ ”Enoteca Posillipo Dolce Officina” a cui sono state assegnate due stelle ed un voto di 9,6/10 nella categoria gusto, (il secondo più alto tra tutti i prodotti partecipanti alla competizione). Grande successo anche per “le chips gourmet e la “Basi Pizza” premiate con una stella.

Risultati gratificanti per SymposiumLab e i propri partner, che guardano al futuro in vista delle prossime sfide internazionali tenendo alta la bandiera della qualità del Made in Italy.

 

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09/05/2017 Bellavita expo

L’export agroalimentare italiano continua a crescere. Secondo le proiezioni di Federalimentare, il 2016 si è chiuso con un valore delle esportazioni di 30,2 miliardi, in crescita del 4,1% rispetto al 2015.

L’Industria alimentare è generalmente riconosciuta come l’ambasciatrice del Made in Italy nel mondo.

Le esportazioni dell’agroalimentare vedono 10 paesi detenere il 50% della quota mondiale in valore, con gli Stati Uniti in testa (10%).

I paesi che maggiormente hanno incrementato le proprie importazioni nell’agroalimentare sono la Cina, l’India e la Russia ma quelli che rimangono i principali importatori (esclusa l’Italia) sono gli Stati Uniti, la Germania, il Giappone, la Cina, i Paesi Bassi, il Regno Unito, la Francia, il Belgio, la Spagna, la Russia e il Canada.

Alla luce delle possibilità di sviluppo offerte dal mercato US, SymposiumLab sarà presente dal 20 al 23 maggio all’NRA show 2017 “The international foodservice marketplace”, presso il padiglione Bellavita Expo, Stand 8854. Offrendo un’ importante opportunità finalizzata alla creazione di un percorso volto all’internazionalizzazione di una selezionata rosa di produttori italiani che possano farsi portavoce dell’eccellenza Made in Italy nel mercato statunitense e che siano interessati allo sviluppo del proprio business oltreoceano.

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23/03/2017 Racconto di Colombe, zucchero e diplomazia

Qual è la storia della Colomba Pasquale e perché ogni anno è servita sulle nostre tavole? Come mai proprio nella forma di una colomba? Nella cultura e nella Tradizione comune la colomba rappresenta la pace e la purezza. Grazie al candido e bianco piumaggio le sono stati assegnati significati allegorici derivanti da diverse culture e tradizioni. La leggenda narra di un invito a corte da parte della regina Teodolinda al Santo abate irlandese Colombano. Al suo arrivo in città il Santo fu accolto dalla corte Longobarda con un ricco banchetto, per lui e i suoi monaci furono servite numerose portare con molta selvaggina rosolata. Benché non fosse Venerdì magro, Colombano si rifiutò di attingere a delle così sontuose portate in quanto servite in periodo di Quaresima. Vedendosi rifiutare l’ospitalità offerta, la Regina si offese. L’abate superò con diplomazia la scomoda situazione, affermando che avrebbero consumato le carni solo dopo averle benedette. Il santo alzò la mano destra in segno di croce e le pietanze si trasformarono in candide colombe di pane. La regina rimase esterrefatta dall’accaduto e comprese la santità del monaco, decidendo di donargli i territori di Bobbio dove ancor oggi si erge l’abbazia di S. Colombano. Da questa leggenda nacque il dolce che ancor oggi è protagonista sulle nostre tavole durante il periodo Pasquale, la golosa ‘Colomba’.

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13/03/2017 Il Panino, un sandwich di argomenti

E’ curioso come, con la nascita del pane, l’uomo si sia subito affrettato alla ricerca del suo giusto companatico. Un processo che ha generato, in ogni parte del mondo, un connubio di squisitezza e praticità, che ben si adatta al nostro modo di vivere sempre più frenetico ed in continuo divenire. Negli ultimi anni il panino ha acquisito una prepotente e riconosciuta centralità nel panorama gastronomico mondiale, facendo letteralmente la lingua, con le sue farciture che straripano dai bordi, ai piatti da tavola. In Italia è entrato a far parte della tradizione culinaria regionale, da nord a sud, con i più disparati ingredienti. Tutti accomunati da una grande qualità negli ingredienti, ed un forte legame con il territorio. In perfetto stile Italiano! La poliedricità di questa ‘pietanza’ che piace a tutti, bambini ed ex-giovani, hanno spinto molti chef e imprenditori a scegliere il panino come protagonista delle proprie attività. Questo ha contribuito non solo all’introduzione del panino, tipicamente cibo da strada, nel menù di molti chef stellati (nelle varie desinazioni, da burger a sandwich fino alla tanto amata rosetta) ma anche alla creazione di un nuovo mercato, quello delle paninoteche, le quali prima si posizionano sui social e lasciano che siano i fan a sostenere il progetto prima di aprire i battenti. L’intento è quello di salvare l’intero genere alimentare delle piccole botteghe e della tradizione del panino, che in tutti suscita un ricordo, un sapore, un’emozione. Insomma fare degli ottimi panini è una cosa. Diffondere una filosofia e la propria visione del mondo facendo ottimi panini è ben altra.

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01/03/2017 Ambasciatrici del gusto, un lavoro per maschi?

Preparati a sentire le gambe stanche, la casacca piena di odori e le dita scottate. Preparati, ad ipotecare molti anni della tua vita, a saltare il drink del Sabato e la passeggiata della Domenica. Preparati ai turni notturni e a giornate massacranti. In un ristorante funziona così. Ma chi dice che questo non è un lavoro per donne? Per amore del proprio mestiere, sono molte le donne che oggi capovolgono la propria vita. Anche a costo di fare i conti con un mondo prettamente maschile. Le quote femminili non sono poche nella ristorazione, eppure fanno spesso più fatica ad emergere. Ma quando succede, queste personalità sono delle vere “perle”, che non tardano a diventare dei veri capisaldi del settore. SymposiumLab è grande sostenitore delle donne di cucina e di sala, che sanno portare la loro innata ‘cura’, se vogliamo quasi materna, sulla tavola e nell’esperienza dei commensali che diventano dei veri e propri ospiti di casa. Scegliendo di diventare ambasciatrici del gusto, si dedicano alla ricerca di nuovi sapori e prodotti; creando nuovi, avanguardistici concetti da mettere in un piatto o da servire in un calice. Tante le associazioni femminili del campo della ristorazione e le premiazioni che le donne del gusto ricevono. La ricerca non conosce sesso, non conosce fatica, non conosce diversità. Anzi è accomunata da un grande ed unico obiettivo, l’innovazione. Solo un ideale di così grande forza ed impatto può spingere una donna ad andare contro ad ogni tipo di stereotipo, rompere ogni luogo comune ed eccellere, eccellere in maniere squisitamente femminile. Del resto, la cucina è Donna!

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23/02/2017 Parole sul Palato – i termini della ristorazione, articolo di Allan Bay

La lingua che parliamo la costruiamo noi, giorno dopo giorno, parlando. E quindi quando una parola cambia di significato, non è un problema, tutte le lingue si evolvono e questo è un bene, per le lingue non evolversi è un danno. Per esempio, il menù è un termine è che indica l’elenco delle vivande che costituiscono un pasto – e quindi ha senso di parlare di menù solo nell’ambito di un banchetto, quando la lista dei piatti che saranno serviti è stata decisa in anticipo. Invece il foglio di carta che viene dato ai commensali nei ristoranti con l’elenco dei piatti offerti, per permettere loro di ordinare, si chiama lista delle vivande. Ma moltissimi, quasi tutti, lo chiamano menù. E quindi va bene, chiamiamolo in un modo o nell’altro a piacer nostro (ovviamente, stando attenti di non confondere chi ci ascolta o ci legge) perché appunto la lingua la fa chi la parla. Ciò detto, ci sono due termini moderni, anglosassoni ma oramai sdoganati in tutto il mondo, che vengono sempre confusi. Si tratta di catering e di banqueting. Quasi tutti chiamano il banqueting catering, pensando che siano la stessa cosa. Invece sono due cose diverse. Ma procediamo con ordine. Il catering è un metodo manageriale nato negli Stati Uniti nel 1902, quando la compagnia telefonica Illinois Bell decise di organizzare una mensa per i propri dipendenti. Da allora, dovunque, il catering è un contratto con il quale una parte, detta caterer, ovvero chi gestisce il catering, si obbliga, verso il corrispettivo di un prezzo, a eseguire a favore dell’altra parte una prestazione regolare di somministrazione di alimenti o bevande. Quindi il catering è l’insieme delle attività di rifornimento e preparazione di cibi e bevande effettuato da aziende specializzate per soddisfare le cosiddette mense, chiamiamolo più correttamente le esigenze della ristorazione pubblica, aziendale, scolastica, socio-sanitaria, di comunità varie e sui mezzi di trasporto. Ovviamente gli spazi dove avviane il catering devono essere “a norma”, cioè ci deve essere una licenza di somministrazione di alimenti e bevande. E comunque, alla fin fine, non è altro che la formulazione moderna del tradizionale servizio di mensa, che è sempre esistito. Il banqueting è invece un tipo particolare di ristorazione nato intorno agli anni ’60, ovviamente negli Stati Uniti. Può essere definito una particolare forma di catering che avviene in un luogo ove non vi sia una licenza di somministrazione di alimenti e bevande, in primo luogo. In secondo luogo, deve essere una fornitura occasionale o comunque non continuativa di pasti e di servizi. A differenza del catering, dove l’accento è posto sulla produzione del cibo, nel banqueting è predominante la somministrazione e il servizio di cibi e bevande a domicilio, compresa l’organizzazione di ricevimenti in edifici storici, case private e aziende; può prevedere anche la ricerca di ambienti, allestimenti, intrattenimenti musicali e decorazioni floreali. È la moderna alternativa ai tradizionali ristoranti, scelta in particolari occasioni (battesimi, matrimoni, compleanni e quant’altro) da un numero sempre crescente di persone. Però tutti chiamano questo servizio catering, compresi molti che lo fanno. D’accordo, la lingua la fa chi la parla, ma in questo caso bisogna stare molto attenti alle confusioni! articolo di Allan Bay

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21/02/2017 La filiera agroalimentare, Il viaggio di un’arancia

Dopo essere stata colta, per ogni singola arancia inizia un viaggio… Un viaggio fatto di diverse fasi, tecnologiche, logistiche e legislative. Tre sono le fasi che compongono il processo burocratico tale per cui un frutto sia riconosciuto consono al consumo. La precalibratura, si effettua su ogni campione attraverso processi meccanici, i prodotti considerati di dimensioni troppo piccole o non conformi vengono scartati. Al termine la nostra arancia inizia una fase di “igiene vegetale”, con le più disparate tecniche viene lavata, spazzolata ed asciugata. Di modo che sia lucida, pulita e appetibile agli occhi del cliente. Il terzo ed ultimo passaggio è quello della sgambatura, ogni gambo e foglia in eccesso viene eliminata. Terminata la selezione, se si tratta di frutta e verdura tra la prima e la terza gamma verranno caricate su un camion e smistate nei diversi punti vendita. Mentre se si tratta di frutta o verdura che necessita di una semi lavorazione, cioè di quarta gamma, la attende un passaggio in più. L’eliminazione delle parti in eccesso e il confezionamento, solo in seguito avverrà la spedizione. L’unione di tutti questi passaggi compone l’insieme delle normative europee di “qualità e sicurezza alimentare”. Che mira non solo a certificare la qualità del prodotto, ma l’intero processo produttivo. Partendo dalla coltivazione della pianta fino alla produzione, raccolta, distribuzione e consumo. Dando vita ad un sistema che può essere percorso a ritroso fino ad ottenere la completa rintracciabilità grazie ad una produzione mappata, garante dello standard del prodotto che finisce sui nostri scaffali.

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09/02/2017 Il futuro del gelato, corsi di formazione

C’è a chi piace al fiordilatte, chi lo ama al pistacchio, al cioccolato, esiste perfino al gorgonzola e al fois gras. Una preparazione alimentare data dall’incontro di un ingrediente portato allo stato solido mediante congelamento e contemporaneo movimento tramite emulsione: Il gelato! Esistono molte versioni sulla sua origine, qualcuno afferma che la sua prima rudimentale versione sia da attribuire all’uomo di Neanderthal, in quanto non era raro trovare durante la stagione invernale intere porzioni di latte congelato. Altri attribuiscono la sua origine alla Cina, che con una preparazione a base di riso stracotto, spezie e latte in seguito portate a basse temperature sia stata la prima a crearlo. Con il ritorno di Marco Polo si diffuse in Italia e in seguito in tutta l’Europa. Proprio sull’eco della sua fruibilità e bontà SymposiumLab, in collaborazione con Artico, scuola di gelateria milanese e ACTL – Associazione per la Cultura e il Tempo Libero, darà il via a 3 corsi professionali per gelatieri. Il primo partirà in data 9 Febbraio ’17, mentre la seconda e la terza edizione rispettivamente il 18 Aprile e il 19 Giugno. Durante le 84 ore di formazione i temi varieranno dalla costruzione di una ricetta alla mantecatura a come vendere al meglio il prodotto. Una formazione a 360°, capitanata da Maurizio Poloni, direttore tecnico della scuola Artico di milano. Al termine del corso i ragazzi saranno sottoposti ad un esame che consisterà nel realizzare un gelato partendo da una ricetta base, utilizzando gli ingredienti necessari tra quelli messi a loro disposizione. Giudicati da una giuria di eccellenza composta da professionisti come Paolo Brunelli, mastro gelatiere premiato con tre coni dalla prestigiosa guida del Gambero Rosso. Per informazioni: www.sportellostage.it Tel: 0286464080

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08/02/2017 Ristorazione e Millennials

Sono 39 milioni gli italiani che frequentano abitualmente bar e ristoranti, e circa 12 milioni pranzano solitamente fuori casa, almeno 3/4 volte la settimana, con una spesa media a persona di 11 euro.
Da qualche anno il settore del food continua a registrare un incremento costante del suo giro d’affari, in Italia e all’estero. Il 2016 si è chiuso registrando un +2% di pasti serviti, con un fatturato annuo di 77 miliardi di euro per le 300 mila imprese facenti parte del settore.
Nelle più grandi città italiane, Milano in primis, sorgono nuove catene, di franchising e di nuova imprenditorialità: tutto questo grazie ad un pubblico che sceglie di pranzare e cenare sempre più fuori casa.
Questa crescita è ancor più consolidata dall’arrivo sul mercato di una nuova categoria di consumatori consapevoli: i cosiddetti millennials. Uomini e donne tra i 18 e i 35 anni che rivestono un ruolo importante, se non chiave, nel nuovo panorama dei consumi. Attratti da valori quali l’esclusività, l’artigianalità e la sostenibilità, che li spingono ad acquistare beni di lusso, non solo un lusso materiale, ma soprattutto esperienziale.
Le aziende, così come i produttori e i ristoratori, stanno cambiando quindi il loro modo di relazionarsi con i consumatori. Raccontano la storia del proprio prodotto e le tecniche adottate per arrivare al miglior risultato. Lasciando che sia il nuovo consumatore consapevole a seguire l’identità cosi creatasi e a mantenere un rapporto di fiducia con il brand.

(Dati federazione italiana pubblici esercizi.)

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12/12/2016 SymposiumLab all’evento “High-Tech design per la cucina” di Pedini Cucine

Lucrezia (PU), 12 dicembre 2016 – Oltre 200 ospiti hanno affollato lo showroom di via Aspio 8 di Pedini Cucine, per l’evento “High-Tech design per la cucina”. Una folla composta da professionisti del settore e autorità, che si è riunita, dalle 17 di lunedì 12 dicembre, negli splendidi ambienti dello spazio espositivo che ha chiamato a raccolta circa 130 tra architetti e interior designer della provincia di Pesaro e Urbino e non solo per il workshop formativo promosso in collaborazione con l’Ordine degli Architetti della provincia. Ospite d’eccezione della serata Vittorio Sgarbi.

Nella splendida cornice dello showroom di oltre 1000 mq, rinnovato in occasione dei 50 anni del brand, è stato portato in scena un omaggio alla ricerca in cucina:  SymposiumLab ed una squadra di chef guidati dal noto Lucio Pompili, “cuoco e contadino” (già premiato con una stella Michelin), ha dato vita a un suggestivo spettacolo di ferro e fuoco, con show-cooking su Ofyr, innovativo e allo stesso tempo primordiale braciere di design che rilancia in una nuova chiave di lettura il rito ancestrale della cucina intorno al fuoco e della socialità.

L’evento ha dato spazio alla degustazione di due prodotti d’eccellenza proposti dai partner di SymposiumLab: il panettone di Posillipo Dolce Officina di Michele Falcioni, miglior  panettone d’Italia all’ultima edizione del concorso Re Panettone, e PATATAS NANA, la “chips” artigianale ideata dallo Chef Michele Gilebbi, titolare del Nana Piccolo Bistrò di Senigallia, prodotta esclusivamente con materie prime selezionate dalla terra di Granada. Il tutto accompagnato da drink e mixture preparati con liquors & spirits di Compagnia dei Caraibi.

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