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23/03/2017

Racconto di Colombe, zucchero e diplomazia

Qual è la storia della Colomba Pasquale e perché ogni anno è servita sulle nostre tavole? Come mai proprio nella forma di una colomba? Nella cultura e nella Tradizione comune la colomba rappresenta la pace e la purezza. Grazie al candido e bianco piumaggio le sono stati assegnati significati allegorici derivanti da diverse culture e tradizioni. La leggenda narra di un invito a corte da parte della regina Teodolinda al Santo abate irlandese Colombano. Al suo arrivo in città il Santo fu accolto dalla corte Longobarda con un ricco banchetto, per lui e i suoi monaci furono servite numerose portare con molta selvaggina rosolata. Benché non fosse Venerdì magro, Colombano si rifiutò di attingere a delle così sontuose portate in quanto servite in periodo di Quaresima. Vedendosi rifiutare l’ospitalità offerta, la Regina si offese. L’abate superò con diplomazia la scomoda situazione, affermando che avrebbero consumato le carni solo dopo averle benedette. Il santo alzò la mano destra in segno di croce e le pietanze si trasformarono in candide colombe di pane. La regina rimase esterrefatta dall’accaduto e comprese la santità del monaco, decidendo di donargli i territori di Bobbio dove ancor oggi si erge l’abbazia di S. Colombano. Da questa leggenda nacque il dolce che ancor oggi è protagonista sulle nostre tavole durante il periodo Pasquale, la golosa ‘Colomba’.