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23/02/2017

Parole sul Palato – i termini della ristorazione, articolo di Allan Bay

La lingua che parliamo la costruiamo noi, giorno dopo giorno, parlando. E quindi quando una parola cambia di significato, non è un problema, tutte le lingue si evolvono e questo è un bene, per le lingue non evolversi è un danno. Per esempio, il menù è un termine è che indica l’elenco delle vivande che costituiscono un pasto – e quindi ha senso di parlare di menù solo nell’ambito di un banchetto, quando la lista dei piatti che saranno serviti è stata decisa in anticipo. Invece il foglio di carta che viene dato ai commensali nei ristoranti con l’elenco dei piatti offerti, per permettere loro di ordinare, si chiama lista delle vivande. Ma moltissimi, quasi tutti, lo chiamano menù. E quindi va bene, chiamiamolo in un modo o nell’altro a piacer nostro (ovviamente, stando attenti di non confondere chi ci ascolta o ci legge) perché appunto la lingua la fa chi la parla. Ciò detto, ci sono due termini moderni, anglosassoni ma oramai sdoganati in tutto il mondo, che vengono sempre confusi. Si tratta di catering e di banqueting. Quasi tutti chiamano il banqueting catering, pensando che siano la stessa cosa. Invece sono due cose diverse. Ma procediamo con ordine. Il catering è un metodo manageriale nato negli Stati Uniti nel 1902, quando la compagnia telefonica Illinois Bell decise di organizzare una mensa per i propri dipendenti. Da allora, dovunque, il catering è un contratto con il quale una parte, detta caterer, ovvero chi gestisce il catering, si obbliga, verso il corrispettivo di un prezzo, a eseguire a favore dell’altra parte una prestazione regolare di somministrazione di alimenti o bevande. Quindi il catering è l’insieme delle attività di rifornimento e preparazione di cibi e bevande effettuato da aziende specializzate per soddisfare le cosiddette mense, chiamiamolo più correttamente le esigenze della ristorazione pubblica, aziendale, scolastica, socio-sanitaria, di comunità varie e sui mezzi di trasporto. Ovviamente gli spazi dove avviane il catering devono essere “a norma”, cioè ci deve essere una licenza di somministrazione di alimenti e bevande. E comunque, alla fin fine, non è altro che la formulazione moderna del tradizionale servizio di mensa, che è sempre esistito. Il banqueting è invece un tipo particolare di ristorazione nato intorno agli anni ’60, ovviamente negli Stati Uniti. Può essere definito una particolare forma di catering che avviene in un luogo ove non vi sia una licenza di somministrazione di alimenti e bevande, in primo luogo. In secondo luogo, deve essere una fornitura occasionale o comunque non continuativa di pasti e di servizi. A differenza del catering, dove l’accento è posto sulla produzione del cibo, nel banqueting è predominante la somministrazione e il servizio di cibi e bevande a domicilio, compresa l’organizzazione di ricevimenti in edifici storici, case private e aziende; può prevedere anche la ricerca di ambienti, allestimenti, intrattenimenti musicali e decorazioni floreali. È la moderna alternativa ai tradizionali ristoranti, scelta in particolari occasioni (battesimi, matrimoni, compleanni e quant’altro) da un numero sempre crescente di persone. Però tutti chiamano questo servizio catering, compresi molti che lo fanno. D’accordo, la lingua la fa chi la parla, ma in questo caso bisogna stare molto attenti alle confusioni! articolo di Allan Bay